martedì 26 febbraio 2008
Quando ci trasformiamo nell'oggeto della nostra invettiva
lunedì 25 febbraio 2008
E' lecito sognare
Spesso sento dire che Obama non abbia una effettiva concretezza. Che è tutto fumo e niente arrosto. Hilary è più preparata, ha più esperienza. Premetto che sono un grande ignorante in politica internazionale, e forse è vero quello che dicono sulla Clinton. Io però sono un grande ammiratore di Obama non per la tanto osannata concretezza, ma per la sua concezione di "fare politica". Potrà avere tutti i difetti del mondo, ma una qualità, rarissima in politica, ce l'ha: commuove. Quando ho visto per la prima volta il video di "Yes, we can" mi è scappata la lacrimuccia. Credevo che non avrei mai pianto per un discorso politico, ma mi sono dovuto ricredere. Il sentimento era ormai uscito dalla "cosa pubblica" da tempo, ma Obama lo ha rispolverato, e con conseguenze considerevoli. La mia stima per lui è puramente irrazionale, non calcolata e impulsiva. Quando lo sento parlare mi viene da pensare che con lui finiranno le guerre, la povertà, che tutto diventerà più roseo. Certo che sogno ad occhi aperti, ma è questo che mancava nella politica, il sognare.domenica 17 febbraio 2008
Bravo Umberto!
mercoledì 13 febbraio 2008
Cambi di personalità a Ballarò
ps: c'è chi ancora vive nel 1848
domenica 10 febbraio 2008
Si può fare
venerdì 8 febbraio 2008
Change: We can belive in(?)
sabato 2 febbraio 2008
Quando l'interesse diventa snobismo
Ieri sera mio padre stava guardano la televisione, dovevamo cenare e allora gli ho chiesto di spengere la tv. Lui malvolentieri lo ha fatto e ha aggiunto “come sei snob!”. Mi sono stancato di essere additato come snob non appena mi allontani dal comune stereotipo del diciassettenne italiano. Se non sei un teledipendente ottuso che legge solo la gazzatta e dipiù tv e gioca a calcio dalla mattina alla sera, allora sei un’intellettuale snob del cazzo. Appena parli di temi un po’ più “alti” rispetto al tempo o all’ultima partita di champions allora sei uno che vuole fare il ganzo, uno che si sente superiore. Io credo che come sia giusto che si parli del tempo e del calcio, sia doveroso e lecito parlare di letteratura e filosofia. Ci si lamenta spesso che i giovani italiani non hanno più valori o interessi, quando quelli che ne hanno vengono denigrati e additati come narcisi elitari che se la tirano.
